Auguri Atlas Ufo Robot, trent’anni fa la prima puntata di Goldrake in Italia

c3ef34e05401bbf8540f0b06540e3f12.jpg

 

4d2ad7c3c3838e5f496a80eb0c12caa6.jpgEsattamente trent’anni fa, alle 18.45 del 4 aprile del 1978, la sorridente Maria Giovana Elmi presentava la prima puntata del cartone animato che avrebbe segnato per sempre un’intera generazione! 

Atlas Ufo Robot, come era chiamato il cartone, veniva presentato all’interno di “Buonasera con…” e, dopo il successo ottenuto oltralpe, in Italia raggiunse subito quota 4 milioni di spettatori… numeri impensabili per un cartone animato.

L’impatto della serie di Go Nagai (Ufo Robot Grendizer in originale) sulle menti e sui palinsesti italiani fu a dir poco epocale.

Abituata a gatto silvestro e simili, la vecchia guardia gridò allo scandalo, arrivando persino a interrogazioni parlamentari per la presunta violenza presente nel cartone nipponico.

In breve tempo Goldrake aprì la strada all’invasione degli anime giapponesi e plasmò i gusti dei bambini dei tardi anni settanta, nonchè bamboccioni del nuovo millennio 😉

Bene, prima che le lacrime mi offuschino occhi e memoria, vedo di embeddarvi la videosigla iniziale e finale.
Buona visione e buon amarcord

Sigla iniziale:

 

Sigla finale 1: Shooting Star

Sigla finale 2: Va’ (distruggi il male)

Auguri Atlas Ufo Robot, trent’anni fa la prima puntata di Goldrake in Italiaultima modifica: 2008-04-04T11:36:00+00:00da iodissociato
Reposta per primo quest’articolo

4 pensieri su “Auguri Atlas Ufo Robot, trent’anni fa la prima puntata di Goldrake in Italia

  1. Me lo ricordo ancora quel giorno: giocavo con il Lego, inginocchiato sul tappeto, davanti alla poltrona. Sento la sigla, mi giro e il cervello si scollega per i successivi 30 minuti in stato di agitazione. Ovviamente con bocca spalancata e occhi pallati.

    Praticamente un rave!

  2. ricordo benissimo quel giorno: in mezzo al programma di fine pomeriggio di RaiDue “Buonasera con…” (il Quartetto Cetra, se non erro), appare qualcosa di impossibile, mai visto prima ne’ immaginato… facce umane, adulte, attraenti. Inquadrature storte, rumori di ferraglia, sigla esaltante, moviemtni avvolgenti, veloci, vertiginosi.
    La tv era in bianco e nero ma sapevo benissimo che li’ c’erano un sacco di colori: non quelli piatti dei cartoni con gli animali parlanti inquadrati eternamente in campo totale, con disegni che alternavano un divano, un tappeto, una lampada per decine di volte negli ambienti, per risparmiare.
    Un vero e proprio spartiacque, per me, insieme a Guerre Stellari, ma un pelo sopra.
    Un’emozione fortissima, come mi e’ successo anni dopo quando mi sono innamorata. A scuola presero a chiamarmi Venusia.

I commenti sono chiusi.